RIDUZIONE SLOT, CRIGA: ‘MEF E ADM VIGILINO SU CRITERI DI RIDUZIONE DEI CONCESSIONARI’

Il consorzio Criga invita il ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Dogane a vigilare sui criteri di riduzione del parco slot da parte dei concessionari.

L’Agenzia delle Dogane dei Monopoli e il ministero dell’Economia e delle Finanze effettuino “un intervento a carattere regolatorio” per assicurare che “l’applicazione della disposizione legialstiva che ha previsto al riduzione del 35 percento degli apparecchi sia qualificata da procedure connotate dal rispetto dei principi di imparzialità e buona amministrazione, che devono permeare ogni attività inerente l’esercizio della potestà amministrativa”.
Lo scrive in una lettera indirizzata al AdM e Mef il consorzio Criga, che evidenzia come “nessuno dei concessionari – esercenti pubbliche funzioni – ha sin qui, a quanto consta, vincolato la propria attività a criteri predefiniti e obiettivi nella determinazione delle modalità di selezione degli apparecchi da avviare a revoca”. Ciò, secondo il consorzio, ha fatto sì che “le aziende del settore non sono nelle condizioni di auto determinare e nemmeno di programmare le modalità meno pregiudizievoli per rispettare il precetto normativo”, mentre per quanto riguarda il concessionario “tendono a svilupparsi nella discrezionalità e proiettano ulteriormente, riflessi di natura discriminatoria”.

Criga sottolinea che la previsione “della subitanea cessazione di quote di mercato in capo ad aziende che avevano fissato la loro marginalità proprio su tale presupposto, schiude le porte a un contenzioso a contenuto risarcitorio le cui dimensioni potrebbero rivelarsi di livello molto elevato”. Servono dunque “procedure vincolate che, quanto meno, non aggravino il già rilevante danno economico insito nell’obbligo di dismissione anteriormente all’ammortamento dei relativi cespiti”.
Criga fa inoltre notare come “le modalità di ripartizione tra concessionari delle quote di riduzione” hanno portato a impugnative giudiziali innanzi al Tar Lazio “che hanno dato luogo alla pronta fissazione dell’udienza di merito” e chiede dunque a Mef e AdM “direttive che vincolino i concessionari (…) a rispettare i caratteri dell’imparzialità e della trasparenza di esercizio nell’esercizio dell’attività di riduzione degli apparechi e sterilizzino, sotto altro profilo, i profili di abuso di posizione dominante”.

IL TRASFERIMENTO DI NULLA OSTA TRA CONCESSIONARI – Il Criga inteviene anche sulla procedura di trasferimento dei nulla osta tra concessionari. In una seconda missiva, stavolta indirizzata solo all’AdM, segnala ulteriori e riflessi effetti della riduzione dei nulla osta imposta a livello normativo: “Sebbene, infatti, in nessun modo sia stato prescritto dalla legge (…) si sta determinando, in aggiunta al detrimento insito nella riduzione, l’aggravio portato dalla impossibilità di fruire della prestazione dell’allaccio alla rete in termine di competizione economica tra i vari concessionari abilitati a offrirla”.
Il consorzio sottolinea che “in un sistema di acquisizione di nulla osta libero, la possibilità di scegliere tra i diversi operatori abilitati a offrire la connessione alla rete risultava assicurata anche in difetto di approntamento di procedure di migrazione” mentre “una volta previsto che ogni concessionario subisca financo la revoca, coatta, dei nulla osta, si determina l’ulteriore effetto dell’impossibilità per l’operatore del settore di ricercare, in regime di concorrenza, il concessionario tramite il quale collegare alla rete le proprie macchine”. In totale assonanza, dunque, “con tutti i sistemi nei quali la rete è affidata a più concessionari, deve essere resa efficiente, senza ritardo, la procedura di migrazione tra concessionari“. Si tratta di un’attività prevista dalla concessione, ma attualmente “resa sostanzialmente inefficace a ragione della sua attivabilità solo con il consenso di entrambi i concessionari”.
Il mancato approntamento di “una coerente ed efficace procedura”, secondo il Criga, si atteggia “in termini di restrizione del mercato” e se questa condizione persisterà “si produrrà il duplice, concorrente, effetto di esporre l’amministrazione alla procedura di infrazione in sede comunitaria e di normativa anti trust e nel contempo si legittimerà l’introduzione di giudizi risarcitori fronte del diniego che sarà opposto dai concessionari e che dovesse essere avallato” dall’AdM. Criga chiede dunque di “ricevere formali e vincolanti indicazioni” sull’effettivo “approntamento della relativa procedura, ovvero delle ragioni che ostano all’effettivo accesso alla migrazione”.

Fonte: Gioconews

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